Incontro-presentazione: alla presenza di S.E. L'Abate Ordinario di Montecassino,
coordinatore il Prof. H. Scicluna (Council of Europe),
Il trapianto è l'unico settore dell'assistenza sanitaria che non può esistere senza la partecipazione dell'opinione pubblica. L'evento donazione-trapianto inizia e finisce nell'ambito della società ed è talmente complesso da non poter essere lasciato ad una libera interpretazione ma necessita di un'attenta regolamentazione e supervisione per evitare ogni tipo d'improvvisazione.
Perché gli organi possano essere rimossi dal corpo di una persona deceduta allo scopo di trapianto necessitano due condizioni: a) che sia stato ottenuto il consenso richiesto per legge; b) che non ci siano ragioni per credere che la persona deceduta fosse contraria a tale evenienza in mancanza di un consenso formulato dalla persona stessa nel corso della sua vita.
La legislazione riguardante il trapianto dovrebbe comprendere una definizione precisa di morte, e di morte cerebrale, la standardizzazione delle tecniche diagnostiche, la durata del periodo di osservazione, una posizione chiara riguardo il concetto di donazione, i principi generali largamente accettati come: riservatezza, bando di ogni forma di commercializzazione, i requisiti minimi richiesti ad un ospedale per la donazione degli organi e trapianto.
I medici che effettuano l'accertamento della morte del potenziale donatore non dovrebbero essere coinvolti né nell'intervento di prelievo degli organi né nei successivi trapianti e neppure avere in cura i possibili riceventi di tali organi.
Per l'ottimizzazione della donazione di organi da cadavere è necessario un centro di coordinamento trapianti che gestisca l'intero fenomeno. Le caratteristiche di tale centro quali dimensioni, strutture, obiettivi, competenze, attività, etc. ... andrebbero definite considerando le situazioni locali. La donazione degli organi e la loro allocazione devono essere fatte sotto la responsabilità dell'amministrazione sanitaria, che al tempo stesso fornisce le risorse necessarie e garantisce l'obiettività, la trasparenza e la sicurezza di tutto il sistema.
Per cercare di risolvere il problema della carenza di organi è necessario promuovere una collaborazione internazionale sull'argomento al fine di trovare una giustificazione alle differenze esistenti tra paese e paese. I governi dovrebbero svolgere direttamente una azione di promozione e di finanziamento allo scopo di incrementare il numero di trapianti effettuati in ogni singolo paese. Scopi di questo interscambio saranno: lo scambio di esperienze; la formazione adeguata di tutte le figure professionali coinvolte nella promozione della donazione di organi; la definizione di tutte quelle misure atte a garantire la sicurezza e l'eticità di tutto il sistema.
Il trapianto è una forma efficace e ben definita di terapia. La sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti trapiantati sono ben note. La carenza di organi resta il limite principale a questo tipo di terapia per altro senza alternative. La donazione degli organi è l'unico modo per salvare queste vite. Preferibilmente gli organi dovrebbero essere rimossi da persone decedute. Esiste la possibilità per persone viventi di donare gli organi; comunque in linea di principio tale forma di donazione dovrebbe limitarsi a consanguinei. Eccezioni a questa regola possono essere fatte per il trapianto di midollo osseo o di altri tessuti. Un organo può essere rimosso dal corpo di un donatore vivente allo scopo di trapianto solo con il consenso dell'individuo. Il donatore deve essere libero da ogni forma di condizionamento o pressione e sufficientemente informato sui rischi, benefici e conseguenze del suo consenso. Non si possono prelevare organi da individui viventi minorenni. Eccezioni possono essere fatte in accordo con le legislazioni dei singoli stati per ciò che riguarda i tessuti.
Il corpo umano o sue parti non possono essere oggetto di commercializzazione. Ogni forma di pagamento (incluse transazioni o donazioni) devono essere proibite. Ogni tipo di inserzione pubblicitaria allo scopo di offrire o chiedere organi per trapianto vanno proibite. Dovrebbe essere proibito a tutti gli operatori sanitari di essere coinvolti in procedure di trapianto qualora ci siano elementi per credere che tutto questo sia oggetto di commercializzazione. Dovrebbe essere proibito ad ogni persona coinvolta nel trapianto di ricevere ogni pagamento che vada oltre la giusta ricompensa per la prestazione offerta.
Alla luce dei principi che regolano un giusto ed equo sistema di allocazione degli organi la selezione dei riceventi deve basarsi sulle necessità mediche dei pazienti e non sulla base di criteri economici o di qualsivoglia altra natura.