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ANGELO SANTILLI

 Breve, intensa e tragica fu la vita di “A.Santilli”, il patriota cui è  intitolata la Scuola Media.  Nato a S.Elia Fiumerapido nel 1822, a meno di 25 anni venne trucidato a Napoli dalle truppe borboniche. Pur educato alla Scuola del Galluppi, guardò con simpatia alle idee politiche e culturali del Gioberti permeandole di fermenti sociali. Le speranze suscitate dal “Neoguelfismo”, infatti, sembrarono realizzarsi con l’ascesa al soglio pontificio di Pio IX. Nei due anni della grande illusione, persino il sospettoso governo di Ferdinando II  diventò più tollerante, permettendo la fondazione di una Accademia letteraria, “la Società Dantesca”, a cui aderirono numerosi intellettuali italiani: Manzoni, Giordani, Cantù, Mamiani, Leoncavallo, lo scrittore dialettale Michele Viscussi. Fu chiamato a presiederla proprio il giovane ventiquattrenne Angelo Santilli, distintosi per alcuni saggi sul grande poeta.... I moti napoletani del 1848  lo videro protagonista, sia nelle vesti di Direttore di un foglio patriottico, sia nelle vesti di tribuno, tanto da essere chiamato “Amico del popolo”. Ma rapida fu la meteora della sua attività politico-culturale. La repressione austro-borbonica del 15 maggio 1848 lo spazzò via con efferata crudeltà: fu finito a colpi di calci di fucile con altri conterranei. Il De Sanctis, il Settembrini lo ricordano nei loro scritti con grande ammirazione per le sue idee liberali e l’eroismo dimostrato. La sua figura risalta ancora per la sua modernità, non solo perché richiama gli ideali di  unità, in un momento in cui viene predicata la secessione, ma perché intravide, seppur in modo nebuloso, il grandioso progetto dell’Unità Europea.